Utilizzo della CBCT nella diagnosi di lesioni di origine endodontica


Il clinico utilizza quasi esclusivamente radiografie endorali per diagnosticare piccole lesioni ossee di origine endodontica. Fino a pochi anni fa i vantaggi di una diagnosi basata su un esame tridimensionale (TC) non giustificavano l’esposizione del paziente ad una dose di radiazioni così elevata nel distretto
testa-collo; inoltre le apparecchiature TC erano a disposizione solo di strutture ospedaliere e di grandi centri radiologici. L’ingresso sul mercato di apparecchiature TC cone beam (CBCT) (1, 2) sta rivoluzionando le metodiche
diagnostiche nel settore odontoiatrico;
esse consentono di ottenere immagini di qualità paragonabili a quelle delle TC tradizionali, riducendo però di circa 20 volte la dose di raggi X erogata al paziente; inoltre, il costo di acquisto e di gestione molto inferiore di queste macchine ne consente l’utilizzo in un ambulatorio odontoiatrico di medie dimensioni.

CASO CLINICO

La paziente, di 35 anni, segnala dolenzia nel mascellare superiore

Fig. 1: radiografia endorale     

Fig. 2: CT cone beam 

 

Fig. 3: CT cone beam: ben visibile l’apice residuo destro.

All’esame intraorale appare una profonda carie mesiale all’elemento 1.5. Analizzando una radiografia endorale di controllo (fig. 1) confermiamo la presenza della carie e notiamo una zona di radiotrasparenza apicale all’elemento

1.5. L’elemento, evidentemente compromesso, verrà estratto al momento della protesizzazione dell’impianto inserito in zona 1.4. La contiguità della lesione
con il seno mascellare ci spinge ad approfondire la diagnosi, si sottopone perciò la paziente a scansione TC cone beam con l’apparecchio 9000 3D (Kodak). Osservando l’esame eseguito si nota una lesione molto più ampia di quanto appariva in visione bidimensionale, con erosione della corticale del seno mascellare e rizolisi dell’elemento 1.5 (fig. 2); appare anche un frammento di apice radicolare non riassorbito e separato dalla radice (fig. 3). L’estrazione
dell’elemento è quindi molto più difficoltosa del previsto, sia per il frammento apicale, sia per la comunicazione con il seno mascellare,costringendoci a programmare un intervento più delicato e complesso.

DISCUSSIONE

Una tecnica diagnostica come la radiologia endorale tradizionale comporta la sovrapposizione di diverse strutture anatomiche; il clinico perciò non ha la possibilità di visualizzare tutte le lesioni presenti,che possono essere mascherate dalle strutture contigue.
Le TC a fascio conico offrono una valida alternativa alla radiologia
tradizionale, poiché erogano una bassa dose di raggi X (3) e producono
immagini ad alta risoluzione.
L’apparecchiatura da noi utilizzata trova il suo campo di applicazione
ideale proprio nell’implantologia e nell’endodonzia (4), acquisisce
infatti un volume pari ad una emiarcata, permettendo una visualizzazione nitida ed una misurazione accurata di tutte le strutture interessate.